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Le riprese – Noè Lucidi

Il giorno fissato per le riprese viene spostato a causa pioggia. Si susseguono giornate piovose e fredde. Purtroppo siamo costretti a prendere una decisione dolorosa: abbiamo poco tempo per montare e realizzare i sottotitoli prima della partenza per Parigi. Decidiamo di stravolgere la storia eliminando il parco fluviale per girare nelle immediate vicinanze del supermercato con una troupe ristretta, selezionando i ragazzi che non avevano partecipato pienamente agli esercizi intermedi.

Le riprese si svolgono prima al supermercato e poi subito dopo negli spazi adiacenti.

Sviluppo della storia e location

TIMG_5631orniamo subito sulla storia di Gaia e ne discutiamo per evidenziarne gli aspetti positivi – le location – ma anche cercando di rivedere alcuni aspetti che riguardano le relazioni tra i personaggi, legati troppo ad una vicenda sentimentale poco credibile.

La storia in sintesi è questa: Gaia sta facendo la spesa per la madre e sente un rumore. Scopre che un ragazzo, Pietro, sta rubando. Giaia incuriosita lo segue fino al Parco fluviale dove Pietro consegna l’oggetto rubato ad un tale e riceve a sua volta un altro oggetto. Sembra uno scambio. Ma Pietro rientra nel supermercato e si rivolge al bancone… Pietro parla con una signora che scopriamo essere sua madre. E’ il suo compleanno!

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Ci sono degli aspetti da risolvere nella storia e decidiamo di parlarne durante il soprallugo nelle location suggerite da Gaia. Arriviamo sul ponte in legno del Parco fluviale sotto la scuola e IMG_5626IMG_5637

Marco chiede il perchè dello scambio del regalo…

Alle risposte un pò confuse si aggiungono anche delle  proposte: ad esempio che l’incontro sul ponte si svolga in bici. Visitiamo altre location: il supermercato e il piccolo anfiteatro vicino all’Istituto Zooprofilattico. Stabiliamo il giorno delle riprese…

Avvio del film saggio – Noè Lucidi

IMG_5607Rivediamo gli esercizi che abbiamo girato insieme, li commentiamo e raccontiamo l’esperienza fatta alla Cinematheque durante il bilancio di marzo; chiediamo  a tutti di dirci qual’è l’esercizio più efficace e perchè. Si scatena un dibattito acceso: alcuni dicono che le ragazze sono più cattive!! Gaia dice che il terzo non è efficace come il primo in quanto si vede meglio il distacco della protagonista sola.

A questo punto presentiamo il lavoro che ci aspetta, la realizzazione del film saggio finale e le regole che la Cinematheque ci impone per realizzarlo. Come si fa un film? Marco descrive i passaggi essenziali e chiede a tutti, in 5 minuti, di buttare giù qualche riga per una storia da sviluppare insieme. Marco dà allora alcuni consigli per scrivere una buona storia: innanzitutto inserire un sentimento che conosciamo, che  abbiamo vissuto; quindi in ogni storia dobbiamo inserire un sentimento, di amicizia, di rivalità o altro; infine immaginare un luogo in cui questa storia si sviluppa, in cui ambientare anche parte delle vicende che abbiamo pensato.IMG_5602

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Anche la maestra Clara interviene raccontando un evento di emarginazione molto grave in cui tutta la classe è stata coinvolta.

Quando tutti hanno finito di scrivere Marco legge tutte le storie mettendone in evidenza gli spunti e le difficoltà per le riprese. Due storie sono particolarmente interessanti: quella di Gaia   e quella del Diario Segreto di Giulia.

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Noe Lucidi – esercizio 2 conclusione

IMG_5079All’inizio dell’incontro mostriamo il filmato realizzato nell’incontro precedente ancora non montato, visualizzando direttamente sulla LIM il programma di montaggio con tutte le clip. Marco comincia ad operare delle scelte tra le clip mostrando errori o cose inutilizzabili (rumori, sguardi in macchina, inquadrature storte ecc…), motivando le scelte in base a quello che dobbiamo raccontare (una piccola delusione amorosa). Senza addentrarsi nel problema del montaggio e dei cosiddetti “attacchi” viene tuttavia mostrato con precisione che due clip sono legate dal movimento del personaggi, dal raccordo sul movimento che inizia in una clip e finisce nell’altra. Questa esemplificazione del lavoro del montaggio “in diretta”, se cosi vogliamo dire, suscita molto interesse nei ragazzi, e non tanto per l’aspetto tecnologico (l’utilizzo di un programma per loro sconosciuto), quanto per il suo carattere combinatorio e la necessità di compiere delle scelte precise.

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A questo punto passiamo alle riprese, impegnando l’altro gruppo rimasto in ascolto la volta scorsa. La stessa situazione viene ora messa in scena utilizzando due ragazzi e cercando di variare la messa in scena. Vengono poste preliminarmente delle domande relative alle posizione dei personaggi e a come far capire la loro amicizia. Le domande che poniamo ai ragazzi sulle inquadrature ci restituiscono delle risposte molto vaghe soprattutto in relazione alla necessità di variare il punto di vista e la posizione dei personaggi rispetto al filmato realizzato nel precedente incontro.

Noè Lucidi – Esercizio 2

Affrontiamo adesso l’esercizio n° 2 – filmare due situazioni simili nello stesso spazio ma con una messa in scena diversa – adottando la stessa prassi didattica adottata nell’esercizio 1. Partiamo quindi dai sentimenti, da una situazione emotiva nella quale focalizzare i gesti, le posizioni dei personaggi e  successivamente definire l’inquadratura. Rispetto alla dimensione fotografica ora si pone ovviamente il problema di sviluppare l’azione nel tempo articolandola in almeno quattro inquadrature. Le regole indicate dalla Cinematheque ci chiedono di valorizzare lo spazio, il contesto in cui si svolge l’azione. Purtroppo ci siamo resi conto, dall’esercizio 1, che far uscire i ragazzi dall’aula comporta un problema di grande distrazione e di effettiva partecipazione dei ragazzi al lavoro didattico: quindi decidiamo di sviluppare l’esercizio in classe dividendo i ragazzi in due gruppi che si avvicenderanno nei due incontri. Uno rimarrà ad osservare e l’altro agirà il lavoro predisposto dai formatori.

Marco sollecita i ragazzi a lavorare su una situazione sentimentale e dai ragazzi arrivano diverse proposte che alla fine potremmo sintetizzare come “presa di coscienza”, “consapevolezza”. Una bambina chiede all’altra consigli sul corteggiamento di un ragazzo che le piace; scoprirà dopo pochi istanti che il ragazzo è già impegnato…

Da qui cominciamo a predisporre le azioni che i ragazzi devono compiere provando prima attraverso qualche veloce disegno alla lavagna (per quanto sconsigliato da Bergala nelle sue indicazioni didattiche, preferiamo in questa primissima prova fare qualche disegno che possa aiutare a capire il problema della disposizione dei personaggi nel tempo, ovvero nella successione delle inquadrature) e successivamente facendo delle prove concrete in un angolo della classe. Definite le azioni cominciamo a discutere della posizione della macchina da presa. Di seguito un breve video che ci mostra la discussione avvenuta con i ragazzi sulla posizione della macchina da presa in un momento cruciale dell’azione.

In questo esercizio molto spazio è stato lasciato all’intervento dei ragazzi, alle loro proposte e suggerimenti. Marco ha chiesto a fine lezione, come compito a casa, di disegnare la pianta della classe con le posizioni dei personaggi e quelle della macchina da presa.