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Viaggio a Parigi – Proiezione alla Cinémathèque

Il 6 e 7 giugno scorso una rappresentanza di studenti (accompagnati dai genitori), docenti, formatori si è recata a Parigi per le giornate conclusive del progetto.

E’ stato il momento culminante dell’intero anno, il più emozionante per tutti, non solo i ragazzi. Ogni scuola ha presentato il proprio corto e successivamente si è svolto un dibattito coordinato dagli operatori del servizio didattico della Cinémathèque.

I nostri ragazzi sono stati guidati durante gli incontri dalla prof.ssa Anna Cacciatore. Andrea Di Pasquale e Alessandra Franchini, della scuola media Savini, dopo una meticolosa preparazione in Italia, hanno raccontato la loro esperienza in francese. Anche le due ragazze che rappresentavano la Noè Lucidi, Martina Forlini e Gaia Di Tommaso, si sono fatte valere rispondendo alle domande del pubblico e dell’operatore.

Tanti applausi e domande per i nostri: in particolare sulle scelte visive (la macchina  a mano del corto della Noè Lucidi), sul montaggio e le location; particolarmente apprezzata la location della Biblioteca Dèlfico per la ricorrenza di scale e ambiente suggestivi.

Alla due giorni di Parigi ha preso parte anche il mecenate e finanziatore del progetto, la Fondazione Tercas, attraverso il  vicepresidente Enrica Salvatore che ha quindi assistuto alla due giorni di proiezioni, potendo cosi apprezzare il lavoro della Cinémathèque e conoscere i suoi rappresentanti.

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Montaggio e conclusione dei lavori in classe – Savini

IMG_5761 Ci rivediamo in classe per verficare il girato e gettare le basi del montaggio. Marco ha preparato delle cartelle su Final Cut in cui sono state inserite le inquadrature di ogni scena. Dopo aver descritto brevemente la schermata di Final Cut  cominicamo a vedere tutte le inquadrature della prima scena sul soppalco. Chiediamo ai ragazzi di esprimersi sulle diverse inquadrature mostrate e di dirci perchè alcune vanno meglio di altre. Marco fa notare che molte non sono abbastanza drammatiche. Proviamo a scegliere allora alcune che hanno posizioni della macchina da presa dall’alto o molto sghembe: notiamo il valore figurativo e cosa possono comunicare allo spettatore.

Facciamo anche alcuni interventi sul suono: il rumore dei tasti del telefono viene alzato e abbassato da Marco cosi da far capire il livello di manipolazione del suono che è possibile realizzare e proviamo ad ipotizzare gli effetti sulla nostra percezione della scena.

Marco ad un certo punto da notare la mancanza di alcune inquadrature: dove siamo? Lo spettatore è in grado di capire dove siamo? Mancano delle inquadrature di contorno che mostrano delle persone che leggono e ci fanno intendere dove siamo. Potremmo ad esempio far vedere delle ragazze che si girano durante il litigio delle due ragazze all’inizio oppure mentre il cane viene portato via.

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Come fare invece l’inseguimento? Vediamo tutte le inquadrature realizzate e Marco domanda in quale maniera devono essere montate secondo i ragazzi. Facciamo delle prove in cui  privilegiamo quelle in cui il cane si mostra riottoso a seguire la ragazza che lo ha rapito.
Per la scena della scalinata abbiamo due opzioni importanti: molti tagli o pochi? Facciamo vedere due esempi: una con tagli brevi e una con inquadrature più lunghe. Ci rendiamo conto che dobbiamo dare una sensazione di vicinanza tra le due per rendere il tutto più drammatico e quindi i ragazzi optano per quella con inquadrature più brevi.

Speriamo di riuscire ad incontrare i ragazzi prima della partenza per Parigi cosi da mostrare il lavoro concluso.

Le riprese – Savini

La mattina delle riprese inizia con un problema: una delle due ragazze protagoniste si è ammalata e quindi non è venuta a scuola. Viene subito sostituita con un compagna di classe che tuttavia non ha svolto nessuna prova.

Il cane, co-protagonista del corto, sembra essere pronto….

Ci rechiamo quindi in Biblioteca, nella quale possiamo lavorare indisturbati: sabato mattina il primo piano della struttura è chiuso. Scegliamo subito un luogo ristretto molto adatto alle riprese, ovvero uno dei soppalchi. Un gruppo di ragazzi si occupa della camera, di sistemare il cavalletto, di posizionare il microfono, secondo le indicazioni date da Marco. A questo punto cominciamo a guidare gli attori e ad approfondire la situazione provata in classe. Questa prima scena richiede molto tempo e molte prove. Alla fine riusciamo ad ottenere la scena con molte posizioni di camera diverse.

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Giriamo rapidamente le altre inquadrature del “rapimento del cane” fino all’uscita dalla biblioteca. Quindi ci spostiamo in Piazza Garibaldi e alla Villa Comunale. Vengono girate alcune inquadrature della ragazza con il cane e dell’inseguimento dell’amica. Alla Villa Comunale rimaniamo in pochi in quanto si è fatto tardi: la classe deve rientrare per l’uscita e quindi rimangono alcuni ragazzi per gestire il materiale e i due intepreti.

Ci diamo appuntamento alla settimana successiva per il montaggio e la verifica precisa del girato.

Verifica delle storie e preparazione delle riprese – SAVINI

svKONG_wideweb__470x313,0In avvio mostriamo un momento del backstage di King Kong per far capire meglio che tutti coloro che lavorano al set e al film sono importanti: ognuno ha un ruolo essenziale nella dinamica di costruzione del corto, non solo gli attori che vediamo.

Dopo aver letto le mail inviate dai ragazzi, le commentiamo mettendone in evidenza le criticità nella realizzazione di un cortometraggio: in particolare le difficoltà spazio temporali del racconto. Marco ribadisce che abbiamo a disposizione poche ore per le riprese e quindi dobbiamo considerare, nell’immaginare la storia e le ambientazioni, che devono essere tutte vicine e facilmente raggiungibili a piedi. Realizzare un film a scuola pone problemi in tutto simili ad un film vero e proprio, in cui è necessario ragionare sulla vicinanza delle location, sul tempo a disposizione, sulla disponibilità di alcuni mezzi.

Una delle storie, quella con il cane come protagonista, sembra essere la più realizzabile.

Prima di inziare a lavorare con precisione sull’articolazione della storia rileggiamo le regole della Cinematheque, che ci impongono dei vincoli precisi, come la realizzazione di due scene nella stessa location. IMG_5672

Marco allora prende la storia del cane e prova a svilupparla su una linea retta sulla lavagna, dividendo la linea in una serie di blocchi; ogni blocco individua le location e le situazioni che il corto dovrà presentare. I personaggi del racconto che vedremo all’inizio dovranno essere “messi in scena” in maniera diversa nella scena seguente, anche se la location è la stessa. Come? Marco richiama gli esercizi già fatti e rimanda al momento delle riprese determinate scelte di cui abbiamo comunque parlato, ovvero la posizione della macchina da presa e la posizione degli attori.

A questo punto vengono scelti gli attori: qualcuno si propone, altri vengono individuati da Marco. Proviamo con tre ragazze, due delle quali devono minacciare il rapimento del cane: provano Alessandra, Alice e Roberta. Mettiamo in campo anche Andrea come cugino e aiutante della vittima. Tutti gli altri si occuperanno di tenere il microfono, fare l’inquadratura, organizzare le riprese. Per le location scegliamo la Biblioteca Dèlfico, molto vicina alla scuola e con molte scale, elemento spaziale che abbiamo analizzato nel corso delle lezioni grazie al DVD fornitoci dalla Cinematheque.

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Marco fa delle prove con i ragazzi, suggerendo posizioni e posture, cercando di far capire la funzione comunicativa di determinate posizioni del corpo in rapporto al nostro interlocutore.

Savini – Esercizi n° 2 e 3

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Come indicato nel post relativo alla Noe Lucidi, l’elaborazione dell’esercizio 3 è stata tutt’altro che facile. Molte idee da parte dei ragazzi sulla situazione da raccontare nei tre spazi (spazi che non erano stati scelti preventivamente) ma tutti con qualche problema realizzativo. Anche in questo caso, come per le foto, la situazione da raccontare è stata elaborata a partire da un sentimento, in questo caso di esclusione, di abbandono. Sono state realizzate alcune prove lungo le scale dell’istituto, anche per mettere in scena un luogo di cui si era molto discusso in classe grazie agli esempi contenuti nel dvd della Cinematheque (in particolare con l’esempio dei 400 colpi di Truffaut). Fatte le prime prove ci rendiamo conto che è difficile chiudere la situazione che i ragazzi hanno ideato in un solo spazio e con poche inquadrature.

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Proviamo anche in esterno, rivedendo subito il girato sul visore della telecamera  e immaginando una messa in scena, suggerita da Marco, molto interessante: basata sul movimento indietro della telecamera che precede il personaggio. Una messa in scena molto forte che purtroppo siamo costretti a scartare.

Nei due incontri successivi viene messa a punto la storia e realizzate le riprese in tre spazi: uno aperto, Piazza Martiri, uno intermedio, la via antistante la scuola e uno ristretto, di cui ringraziamo i Servizi dei Civici Musei di Teramo per la messa a disposizione degli spazi del Museo Archeologico di Via Dèlfico.

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Di seguito trovate quindi i video conclusivi degli esercizi 2 e 3 che abbiamo presentato alla Cinematheque il 22 marzo scorso.

Esercizio n° 2

Esercizio n° 3